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LA FAMIGLIA XIROTTA E LE ORIGINI DI MONTEVAGO


L’origine della famiglia è spagnola e si era insediata in Ancona ai primi del 1400, poi sbarcano in Sicilia al seguito di Re Martino con Antonio e Alberto Xirotta. Erano Camerieri del Real Palazzo e Amministratori del Regno, appartenevano a una cosiddetta “Nobiltà di Toga”. Rutilio Xirotta, nonno del futuro Principe di Montevago fu: Giudice del Pretore del Concistoro della Gran Corte; Maestro Razionale e Presidente  del Concistoro  e del Patrimonio  e muore poi Gesuita a Palermo il 18 febbraio 1626, nel Convento della Casa Professa. Il figlio Don Francesco Xirotta, 1° Marchese di S. Elisabetta, Cavaliere d’ Alcantara, Giudice della Magna Curia , sposa Donna Girolama  Platamone,  da cui poi nasce il nostro Rutilio nel 1618.
Donna Girolama Xirotta Platamone ottenne per centoventi  onze, la “LICENTIA POPULANDI” del feudo Gipponeri , per il figlio Rutilio, in data 26/28 gennaio 1636, ed il paese prende il nome di Montevago. Successivamente, con decreto dato in Madrid, il 10 ottobre 1641, ottenne (con il pagamento di trentamila onze),  il titolo di PRINCIPE DI MONTEVAGO, per sè e per i suoi figli. Don Rutilio si dedicò alla crescita e allo sviluppo del nuovo paese di MONTEVAGO.  Fu uomo di  vasta cultura e poeta, sia in lingua italiana che in dialetto siciliano. Sposò, nel 1661, Eleonora  Gravina Migliaccio, figlia di Giovanni Gravina, Duca di San Michele ed avrà due figli: Saverio 2° Principe di Montevago, morto nel 1688 e Girolama 3° Principe di Montevago. Gli Xirotta si insediarono nel “Castello di Gipponeri”, una sorta di masseria fortificata, eretta su  preesistenze architettoniche di origine arabo-normanna. Fu  iniziata la costruzione del nucleo urbano attorno alla casa degli Xirotta seguendo un razionale piano a schema ortogonale. Contemporaneamente, Don Rutilio inizia, a proprie spese, la
costruzione della Chiesa di San Francesco Saverio .
Furono concessi patti agrari molto favorevoli, per attrarre nuova popolazione. Le attività erano l’agricoltura e l’ allevamento del bestiame, oltre le attività artigianali connesse.
Morto Don Saverio, gli succede Donna Girolama che, nel 1681, sposa  Giovanni Gravina Requesens (Duca di San Michele), e porta in dote al marito, oltre alle terre, il titolo di Principe di Montevago (di cui fu investito in data  17 settembre 1688).

L'avvento dei Gravina


            L’avvento dei Gravina portò nuovo impulso alla crescita del paese. Nel 1714 veniva istituita  l’Università di Montevago, ossia la Pubblica Amministrazione, con una popolazione di 971 abitanti, suddivisi in 361 case.
L’ Amministrazione del nuovo paese riceveva due gabelle:
“della macina“, che gravava sulla molitura del grano;
“ delli migliara “,  su ogni migliaio di viti coltivate.
Si afferma il nuovo Burgisato, ossia la corporazione di “ li Burgisi “.  Ne è testimonianza  “LU PRESENTI”,  che rappresenta la popolazione tutta, portato  dai figli dei “Burgisi” a cavallo di muli, nelle occasioni solenni  e nelle feste, sia civili che religiose. Con i Gravina, Montevago vive un periodo di benessere, caratterizzato da:
espansione demografica, economica e urbanistica.  

 
 
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